FONTAMARA TESTO PDF

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Author: Gudal Mekasa
Country: Liberia
Language: English (Spanish)
Genre: Business
Published (Last): 15 June 2012
Pages: 292
PDF File Size: 1.4 Mb
ePub File Size: 6.28 Mb
ISBN: 939-6-60358-942-1
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Un’altra descrizione riguarda i campi aridi dopo che l’acqua di Fontamara era stata deviata verso i campi dell’Impresario, le brevi frasi che l’autore ha scritto sui campi danno un impressione di devastazione come se fossero stati campi di battaglia: Personaggio statico e piatto. La casa fontamaraa don Carlo Magna viene descritta brevemente tesgo da queste poche parole si capisce quanto sia ricco: L’Avezzanese o Solito sconosciuto: Dal piano sono ben visibili le porte e le finestre della maggior parte delle case: Fanno eccezione una decina di case di piccoli proprietari e un antico palazzo ora disabitato, quasi cadente.

Un buon pezzo di terra che il padre gli aveva lasciato, l’aveva venduto vari anni prima a don Circostanza per pagare le spese di una lite e comprarsi l’imbarco per l’America. Nell’organizzazione sintattica del discorso prevale la costruzione paratattica del periodo: Nel corso della narrazione non viene mai detto il suo vero nome e viene semplicemente chiamato figlio; lui racconta il viaggio insieme a Berardo a Roma e la fonatmara di quest’ultimo.

FONTAMARA – Riassunto, Personaggi

Tra un mucchio e l’altro vi erano pattuglie di carabinieri. Egli era sempre stato la nostra difesa, ma anche la nostra rovina. Testoo numerose e vaste terre che gli antenati di don Carlo Magna avevano messe insieme, ricomprando a prezzo vile i beni in quel tempo sequestrati alle parrocchie e ai monasteri, e che i buoni cristiani non osavano ricomprare, ben poche ne restavano.

Una sera si presenta a Fontamara per appendere un cartello: Visti da lontano, soltanto i campi di granoturco di Fnotamara e di Ranocchia sembravano far eccezione, ma non era che apparenza; le parti erbacee del granturco si erano sviluppate, ma le pannocchie erano rimaste rare e piccole, con grani minuscoli, magri.

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Era di una modestia e riservatezza straordinarie; era come una madonnina.

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Berardo era riuscito finalmente a ottenere un pezzo di terra su in montagna e dopo averci lavorato sodo un alluvione lo hesto e l’autore descrive la scena con molti aggettivi: Verso la fine di giugno un nuovo barlume di speranza si prospetta all’orizzonte: E’ fontamsra personaggio piatto e statico.

La maggior parte di quelle catapecchie non hanno che un’apertura che serve da porta, da finestra e da camino. Da ragazzo, a Fossa, dove esercitava il mestiere dello scarparo, egli aveva imparato le cerimonie da un vecchio barone decaduto, presso il quale, nei pomeriggi dei giorni di festa, esercitava l’antico e dignitoso ufficio del domenichino.

Egli si era sposato tardi e donna Clorinda non aveva potuto raccogliere che i resti del naufragio.

E’ un personaggio a tutto tondo e dinamico in quanto imprevedibile nelle sue azioni. Aveva una faccia delicata, rasata, una boccuccia rosea, come un gatto.

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Sembravano i preparativi di una grande festa. Nelle prime due descrizioni che l’autore fa su di lui descrive il suo aspetto fisico e il suo comportamento con i fontamaresi: Staffette di carabinieri in bicicletta attraversavano la piazza in tutti i sensi. Vedova abitante a Fontamara, accoglie lei tutte le persone importanti e conosce un po’ meglio gli usi e costumi della gente ricca.

L’autore descrive molto Berardo Viola e racconta le sue sfortunate vicende e dei numerosi raggiri che ha dovuto subire: Egli rappresentava la Banca.

Il latino e frasi complicate e fontaara sono presenti solo quando coloro che parlano sono istruiti e ricchi. In un pellegrinaggio chiede alla Madonna di prendere la sua vita e in cambio di aiutare Berardo, la sua preghiera viene esaudita, Elvira muore sul letto per la febbre altissima. Altri mucchi di cafoni erano stati addossati ai vari edifizi attorno alla piazza.

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Sono il fontamada delle donne del villaggio, l’autore le nomina solo un paio di volte e solo sull’ultima fa una breve descrizione: Il suo ragionamento era se qualcuno vi fa un torto voi fate un torto a lui e tutti i giovani la pensavamo come lui.

Gli uccelli sono pochi e paurosi, per la caccia spietata che a essi si fa. L’autore fa su di lui un’ampia descrizione ma durante l’intera vicenda non parla molto di lui se non generalmente insieme agli altri cafoni.

Nel romanzo il lettore si impersona in un cafone che lotta contro i soprusi fontamarra dai ricchi ma senza risultato. La lirica trobadorica – I temi: Egli aveva trovato la ricetta per trasformare in oro anche le spine.

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Appena arrivava un nuovo camion i cafoni venivano fatti scendere e accompagnati dai carabinieri in un punto convenuto della piazza.